
EAST LANSING (Michigan, USA) – Nuove affinità nelle patologie degli uomini e dei cani: una grave, rara forma di ipertensione polmonare che finora si riteneva propria solo del genere umano, esiste invece anche nei cani. Lo hanno scoperto gli scienziati della Michigan State University nel cui contributo, pubblicato sulla rivista Veterinary Pathology, assicurano di poter fornire “la prima prova che documenta l’esistenza nei quattro zampe della malattia polmonare veno-occlusiva o Pvod“.
Il numero di casi di questo grave disturbo fra gli uomini è basso, da 15 a 50 per milione di persone ogni anno, ma in assenza di trapianto di polmone la patologia conduce alla morte nel giro di due anni. I sintomi comprendono tosse, aumento della frequenza del respiro, difficoltà respiratoria, perdita di appetito e stanchezza cronica. “Casi come questo – osservano gli esperti – ci ricordano quanto sia importante la medicina veterinaria per la medicina umana. Grazie alle malattie ‘condivise’, infatti, le due scienze possono imparare l’una dall’altra“.
Nella popolazione canina l’incidenza potrebbe essere maggiore, anche se per determinarlo saranno necessarie ulteriori fasi di ricerca. Gli scienziati del Michigan hanno preso in esame undici cani adulti (5 maschi e 6 femmine dall’età media 10 anni e mezzo, in rappresentanza di varie razze) che avevano sviluppato gravi sintomi respiratori. Tutti avevano lesioni polmonari compatibili con la PVOD, tra cui il rimodellamento occlusivo di piccole e medie vene polmonari, focolai di emangiomatosi capillare polmonare (PCH). Tutti i risultati convergono nell’indicare una condizione in cani con malattia respiratoria clinicamente grave e dalle caratteristiche patologiche simili alla PVOD umana.