ROMA – Lo spreco, a Roma, è passato anche attraverso i canili. Un’istruttoria dell’Autorità Anticorruzione ha scandagliato la situazione dal 2001 a oggi, fotografando un settore dominato da proroghe automatiche, assenza di gare, assegnazione di enormi somme a pochi gestori: somme arrivate a 12,3 milioni di euro in totale nel triennio 2013-2015, per una quota giornaliera assegnata per la cura di ogni singolo cane che sfiora i 13 euro al giorno. Uno sproposito, visto che anche gli indicatori di riferimento forniti dal Ministero della Salute si attestano sui 3,50-4,50 euro al giorno. L’istruttoria è stata inviata a Roma Capitale e al commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, che ha annunciato l’avvio di un bando europeo per “ripristinare la legalità”. Inoltre è stata trasmessa alla senatrice Loredana De Petris e al consigliere regionale Fabrizio Santori, che sul caso avevano presentato degli esposti. Ma l’esposto che, per primo, ha messo in moto l’Anac è stato un altro: quello della stessa associazione che aveva in carico la gran parte dei canili romani, compreso il più grande, quello della Muratella: la Avcpp – Associazione volontari canile di Porta Portese Onlus.
Insieme a L’Impronta Onlus, destinataria di affidamenti più piccoli, avevano da anni l’intero servizio in regime di proroga; anzi, per il periodo 2005-2007 l’Anticorruzione non ha trovato neppure le carte che certificano le proroghe. Eppure quest’ambito è soggetto alle regole di trasparenza, concorrenza ed economicità che valgono per gli affidamenti pubblici. Nel tempo, i tentativi del Comune di fare una gara sono stati tre: a novembre 2013, a luglio 2014 e a luglio 2015. Nessuno è andato a buon fine. In un caso, ad aggiudicarsi il canile di Ponte Marconi nel settembre scorso è la Mapia Srl, che però non ci mette piede: il giorno dell’assegnazione scattano tafferugli, non si sa agitati da chi, e a gestire il canile resta L’Impronta, con convenzione scaduta. Quando Avcpp decide di muoversi col suo esposto? Dopo la gara del luglio 2014, segnalando che a parteciparvi c’era un soggetto “privo dei requisiti di esperienza”: la 29 Giugno. E’ la coop fondata da Buzzi, imputato chiave di Mafia Capitale.

Le sue mire sul business dei canili, tra l’altro, sono emerse nell’inchiesta penale: “Er canile, mi so’ comprato Altamura”, diceva Buzzi, intercettato, al suo collaboratore Guarany, facendo riferimento all’allora direttore del Dipartimento Tutela ambiente.
Per l’Anac l’esposto Avcpp è solo lo spunto per un’analisi ben più ampia, da cui emerge che questa stessa associazione ha beneficiato di 15 anni di proroghe e solo nell’ultimo triennio si è vista assegnare dal Comune 3,8 milioni nel 2013, 4 nel 2014 e 3,7 nel 2015. Il Codacons ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale. L’Anac, da parte sua, ha trasmesso la propria istruttoria alla Procura della Repubblica. E non mancano le reazioni politiche, con i canili che entrano adesso a gamba tesa nella campagna elettorale per la corsa al Campidoglio: “Anche grazie ad un esposto di Fratelli d’Italia l’Anac ci ha raccontato un’altra bruttissima storia di affidamenti diretti, di sprechi, di pseudo associazioni di volontariato e di cooperative rosse che sono arrivate persino a speculare sulla pelle dei cani abbandonati. E’ indecente che per la gestione dei canili comunali siano stati buttati per anni dalla finestra milioni e milioni di euro, senza avere in cambio servizi e trasparenza. In questo settore serve cambiare tutto: voglio bandi pubblici per ridurre i costi e voglio lanciare una grande campagna di adozioni insieme a chi fa davvero volontariato per svuotare i canili e dare una nuova casa a quegli animali che ora non ce l’hanno”, ha scritto su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia e candidata sindaco di Roma Giorgia Meloni. I dati sulle adozioni nei canili romani, comunque, attestano con la gestione alle associazioni di cui sopra un ‘bilancio’ in pareggio tra cani in entrata e in uscita.