untitledROMA – Ultimo dell’anno col botto di un presidio di protesta, per l’Associazione Volontari Canile di Porta Portese (Avcpp) ormai da mesi sulle barricate contro le decisioni gestionali sui canili municipali di Roma assunte dalla giunta Marino e tuttora vigenti malgrado l’insediamento del commissario. A partire dalle 9 di domattina è fissato un presidio animalista sotto la prefettura della capitale per dire no alla chiusura dei canili comunali di Roma e al trasferimento dei cani che attualmente vi sono ospitati presso canili privati convenzionati.

Una volta in via IV novembre i manifestanti intendono chiedere un incontro con il prefetto Gabrielli, e scongiurare – si legge in una nota di Avcpp – l’intenzione del dipartimento ambiente del Comune di Roma e della gestione commissariale di chiudere, dal 1 gennaio 2016, i canili comunali Muratella e Vitinia ex Poverello per trasferire i cani ed i gatti attualmente presenti in quelle strutture in canili privati convenzionati. Il punto è, sollevavano anche ieri gli operatori dell’Associazione che storicamente gestisce quei canili, che la proroga con lo scoccare della mezzanotte scade. E anziché rinnovarla, l’orientamento istituzionale sarebbe quello di chiudere e, in attesa degli esiti della gara europea, trasferire i cani.

“L’operazione – scrivono da Avcpp – oltre a rappresentare un costo per il Comune di Roma, mette a rischio un pubblico servizio quale è l’assistenza agli animali vaganti sul territorio, crea un disservizio ai cittadini che smarriscono un animale o intendono adottarne uno per la propria famiglia e abbassa il livello di benessere degli animali che hanno trovato in questi anni nella Muratella e nei canili comunali un punto di stabilizzazione ed adozione: nel 2014, sono entrati nel solo canile della Muratella 1300 cani su un totale di 2060 cani e gatti, e 1300 cani sono usciti in adozione o ricongiungimento con le famiglie che li avevano smarriti. Si ricorda infine che a Muratella è presente un importante presidio veterinario ASL RMD che offre servizi non solo agli animali ospitati nella struttura ma anche agli animali di proprietà dei cittadini”. In ballo ci sono poi i posti di lavoro degli operatori, un centinaio in tutto.

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