Selinunte i primi tre cani uccisi nell'immagine-denuncia di Enpa
Selinunte, i primi tre cani uccisi nell’immagine-denuncia di Enpa

SELINUNTE (Trapani) – Tre cani uccisi a colpi di fucile e un altro ritrovato morto per cause ancora da chiarire: è il bilancio di quanto sta accadendo ormai da giorni a Selinunte, in provincia di Trapani. E se le istituzioni, per bocca dell’assessore di Castelvetrano Enzo Chiofalo, esprimono condanna per un gesto atroce la cui dimensione appare preoccupante, ecco che si prepara l’azione legale. Erano stati due veterinari a trovare i corpi dei primi tre cani. Per loro non era stato difficile capire che quelle ferite erano state provocate da colpi d’arma da fuoco, presumibilmente un fucile da caccia.

Dell’autore del gesto finora nessuna traccia, ma l’associazione per i diritti del cittadino Codici Sicilia non è certo rimasta a guardare: “Quanto accaduto è un atto criminale compiuto da una mente perversa che va assicurata alla giustizia quanto prima”, ha dichiarato l’avvocato Manfredi Zammataro, segretario dell’organismo la cui sezione di Trapani – per mano del suo segretario avvocato Vincenzo Maltese – ha già prodotto un esposto denuncia alla procura di Marsala, competente per territorio. L’ipotesi di reato, ha spiegato il legale, è quello di cui all’art. 544 bis del codice penale che prevede la reclusione da quattro mesi a due anni per chi uccide un animale per crudeltà o senza necessità.

In caso di processo Codici è pronta a costituirsi parte civile, e la medesima intenzione è stata manifestata da Enpa, la cui sezione di Castelvetrano ogni giorno gestisce casi di randagismo e di sopravvivenza nel rispetto della legge e con le sole energie dei propri volontari che altro non chiedono – in caso di problemi legati ai cani – di essere contattati per poter intervenire, onde evitare l’assuefazione a gesti barbari come quelli di questi giorni.

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