TORINO – Il troppo stroppia, si sa. E il motto vale anche in fatto di animali domestici, in particolare cani e gatti, il cui ‘accumulo’ compulsivo può diventare maltrattamento per le bestiole, oltre che patologia per la persona. A questo fenomeno, sempre più diffuso, è dedicato il volume uscito lo scorso settembre Una pericolosa Arca di Noè. L’accumulo di animali tra cronaca e ricerca, pubblicato dalla casa editrice torinese Cosmpolis e scritto da Elisa Silvia Colombo, Paola D’Amico, Emanuela Prato-Previde.
E’ la prima volta che uno studio italiano indaga su quello che gli Stati Uniti hanno classificato come Animal Hoarding. Lì il fenomeno ha addirittura dato vita ad una serie televisiva dedicata ai cosiddetti ‘sepolti in casa’, recentemente trasmessa dalla televisione italiana. Storie al limite dell’incredibile che tuttavia sono diffuse anche nel nostro paese, in particolare nei grandi centri urbani. E talvolta l’accumulo riguarda animali, soprattutto cani e gatti, e incide pesantemente sulla vita dell’accumulatore – certo – ma anche su quella degli animali obbligati a vivere al chiuso e nella sporcizia, spesso non adeguatamente accuditi proprio perché troppi e che subiscono dunque un autentico maltrattamento di cui l’accumulatore è del tutto inconsapevole, anzi.
Con il contributo di esperti nelle discipline psicologiche, psichiatriche, forensi, veterinarie e la narrazione dei casi emersi in Italia, le autrici esplorano l’accumulo di animali analizzando questa particolare e poco nota patologia a cui paiono esposte soprattutto le donne sulla sessantina, per lo più sole.